Sunday 22 march 2009
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Perché gli uccelli sono omnopresenti nei dipinti di Mindszenti
?
Mindszenti, uomo di coltura,
sa che l'uccello è un essere addebitato da simboli, un amico, la fonte di un set di metafore .
Tutte le mitologie del mondo accordano agli uccelli un posto di scelta. Hanno una posizione sull'albero del mondo, spesso alla cima, mentre il serpente è alla base. Il Corano parla della
lingua degli uccelli che è quella degli angeli. Sono sempre qualche parte tra gli uomini ed i dei, simboleggiano la libertà divina, sono i messaggeri (ed imessaggi) dei
dei.
Per gli egiziani, la fenice, uccello favoloso che rinasce sempre
dalle sue ceneri è il simbolo della risurrezione più estesa nel mondo. La sua leggenda trova la sua origine in Héliopolis, la prima città egiziana dove si venerava il dio del sole,
Râ, di qui l'airone Bennou
(nome della fenice in Egitto) sarebbe un'incarnazione. I miti sono diversi su
dei punti di dettaglio - il colore delle penne, per esempio -, ma riferiscono tutti più o meno la stessa storia. La Fenice, unico uccello della sua specie era un animale favoloso, dotato d'una
longevità miracolosa (cinquecento anni o più, secondo alcuni autori) che aveva il potere di di rinascere dalle sue ceneri. Quando l'ora della sua fine si avvicinava, costruiva un nido di erbe
aromatiche, si esponeva ai raggi del sole e si lasciava
ridurre in ceneri. Tre giorni dopo, rinasceva. Mentre rappresentava all'inizio, soltanto l'apparizione e la scomparsa ciclica del sole, la Fenice divenne rapidamente simbolo di
risurrezione. Incarna l'anima o l'immortalità nelle differenti iconografie. Le creature alate rappresentate sopra una pira o scappando dalla bocca di un defunto non sono sempre una fenice. Puo
essere un'altro uccello, per esempio, un'aquila, simbolo dell'anima degli imperatori.
Ugualmente, il simorgh della mistica persiana si pone sempre in cima al mondo rappresenta sia la divinità sia l'anima umana . Le sue penne
hanno un potere terapeutico. Si potrebbe menzionare decine di miti simili in tutto il mondo.
Ogni uccello, piccolo e presente quotidiano o immenso e mitico, può influenzare il bisogno di espressione dell'uomo.
In Estremo-Oriente, per esempio, le musiche
si fanno volentieri descrittive, non nel senso di un'imitazione, ma piuttosto nel senso di un'evocazione, di un suggerimento musicale e spirituale. Le musiche classiche del Giappone e della
Cina vanno in questo senso. In Giappone, numerosipezzi musicali parlano della gru, simbolo della longevità, nel suo nido. I musicisti possono servrsene per suggerire le difficoltà della
vita. Le tecniche musicali, notevolmente il tremolo mettono la gru in scena : costruzione del nido, grida, primi passi dei giovani, decollo dei giovani quando sono abbastanza grandi.
In Cina, un pezzo intitolato, "l'oche selvatico sbarca sulla spiaggia", esprima la chiamata del largo . Suonato con il liuto o con la cetra, descrive minutamente l'arrivo delle oche, il volo in
formazione i grida lontane, poi il loro lunghi movimenti circolari prima di atterrire. Dopo l'atterraggio, comunicano tra loro, mangiano, si sente l'armonia del gruppo,
i giovani seguono le loro madri. Alla fine, viene la sera e la serenità è stabilita nel gruppo. Questi due pezzi, i più famosi, sono sufficienti per fare capire la ricchezza evocatrice delle
culture classiche di questi due grandi paesi, ma ci sono altri esempi ovviamente, notamente la descrizione dai musicisti cinesi della lotta tra un rapace ed un cigno.
Dappertutto, ma ogni volta in una maniera diversa, si trovaa dei legami stretti tra gli uccelli e le musiche tradizionali. Tutte le tradizioni,
che siano orali o scritte, rivelano le mitologie e le culture di credenza popolare di ogni società. È inoltre interessante notare che l'uccello ha qualche volta un ruolo attivo
nella società umana. Et E vero nel dominio di lavoro ed anche in quello dell'agio. I falconieri del mondo certamente sono stati affascinati dall'animale fino nelle loro storie e
canzoni. C'è un esempio più vicino a noi : quello del ruolo del canarino nelle miniere. Qui, è l'uccello che canta per l'uomo e se i minatori hanno, in tutto il mondo, tante canzoni loro, è
anche vero che cantarono più spesso le tragedie, gli scioperi e le difficoltà del lavoro che dei versi in omaggio ai loro compagni di sfortuna alati. In Afganistan, i suonatori di liuto
si persuadono che la musica spinge gli uccelli a cantare. Non esitano a portare dei canarini in gabbia ai loro concerti o registrazioni. Più la musica è buona, più si suppone che gli
uccelli canteranno. Secodo John Baily, "gli uccelli forniscono una specie di barometro della qualità della musica".
Questi vari esempi richiamano almeno che gli uccelli hanno una lingua che gli uomini hanno saputo capire o
interpretare. Appare come un' evidenza quando si studia le canzoni popolari di diversi popoli del mondo. In
generale è una canzone di agricoltura, che ha trasportato con molta poesia e vividezza i ruoli multipli degli uccelli in varie culture regionali o nazionali.
L'uccello è il re della metafora. Dappertutto
prende il posto di un uomo, di una donna, di una parte (spesso sessuale) di uno o l'altra (in toscano la parola "uccello" significa l'uccello ed anche il pene) è intercambiabile con
la creatura umana. Basta conoscere i codici. Non si dice, inoltre, in francese parlato, varie espressioni come "scambiarsi dei nomi di uccelli", "è un uccello di cattivo auspicio", o "è un
uccello raro", o ancora"è uno strano uccello." Si dice che qualcuno ha un "cervello di uccello" o un "appetito di uccello." Senza contare i proverbi molto numerosi come "gradualmente
l'uccello fa il suo nido", "quando la gabbia è fatta, l'uccello vola via", "una rondine non fa la primavera."ecc...
Quindi l'uccello può esserei il vettore di tutti i nostri desideri e tutti i nostri difetti. Non è per entrato innocentemente nel nostro parlato e nelle nostre canzoni tradizionali
dove la trilogia dell'amore usignolo-allodola-cuculo si ritrova in tutta l'Europa :
"Non vada via, Romeo, no, è l'usignolo, non è l'allodola" (Romeo e Julieta di William Shakespeare, ispirato di una storia italiana di Masuccio di Salerne presa da Da Porto)
Che cosa si vuol dire quando si canta :
- Sono scesso nel mio
giardino,un usignolo venne sulla mia mano
- Alladola, gentile aladola
- L'aladola è sul ramo
- Ussignolo che viene in
Francia
- Il cuculo nelle foresta
lontana
- A la volette
- Y'a une pie
- La piccola rondine
- Le cuculo a fatto l'uovo
- ecc.......?
Che cosa
esprimeMindszenti
attraverso tutti i suoi uccelli ?
Agnès Grillo
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