Domenica 20 settembre 2009
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09
2009
15:42
2009
MINDSZENTI alla
galleria Rollin . Rouen.(76)

Occorreva a Dominique Rollin un'esposizione ragguardevole per questa prima
presentazione stagionale in una galleria superbamente rinnovata tanto in colori che in luce. Laszlo MINDSZENTI ne è il felice beneficiario con un molto bel scontro, nello spirito ed il fascino di
questo artista incomparabile di cui le opere, alle stupefacenti agilità ed agli splendidi e personali accordi di colori, continuano di esaltare la poesia onirique degli esseri, persone e bestie,
impregnati dall'artista di un ambiente naturale audace agli effetti magici, di una sensualità vibrante e commovente.
André Ruellan
critico d'arte
Sabato 30 maggio 2009
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30
05
2009
00:34
Mindszenti e il colore blu
L'espressione pittorica nasce dalla scelta dei colori, delle forme, dalla loro dimensione e dalla loro posizione relativa
Nasce anche dai contrasti più o meno pronunciati fra i toni, le saturazioni, le chiareze, la dimenzione delle superficie, ecc...
La patronanza di queste nozioni necessita anni d'osservazione, di riflessione e di esperienza
Per il pittore, è LA difficiltà e allo stesso tempo la riuscita dell'opera d'arte.
Ciò che colpisce la prima volta che si penetra
nello studio di László
Mindszenti è la predominanza dei blu, tutti i blu, di tutte sfumature, dai più chiari ai più scuri Si è addiritura parlato del "blu
Mindszenti"
I blu sono talmente presenti che non possono essere il frutto del caso. Che cosa evoca questo colore ?

Il blu è, come tutti i simboli, un segno di riconoscenza, variante secondo i paesi, le civiltà, le religioni...
Il blu è il colore dell'azzurro, del cielo, del paradiso dunque. È associato alla divinità in tutte le mitologie; ad Amon-Râ, dio del sole levante nel vecchio Egitto; in Grecia a
Giove, padre dei dei e degli uomini ed a Giunone, incarnazione della femminilità feconda e sbocciata; in India, a Vishnou il giustiziere...
In Cina, il blu simboleggia il tao, la Via sacra, il principio insondabile degli esseri.
Il blu gioveriano, colore freddo del vuoto, è quello della verità ; per gli egiziani, della verità eterna, dell' immortalità ; la fedeltà, la castità, la lealtà e la
giustizia nella tradizione cristiana.
Identificato all'aria, al vento il blu simboleggia la spiritualità, la contemplazione e favorisci la meditazione, il riposo.
Il blu chiaro riflette l'inaccessibilità, il meraviglioso, l'evasione.
Sul piano psicologico e nei sogni, è il colore della tolleranza, dell'equilibrio, il controllo di se, la tendenza alla generosità, alla bontà, un comportamento ponderato ed il bisogno di
serenità.
E per voi, che cosa evoca il colore
blu ?
Lunedì 20 aprile 2009
1
20
04
2009
22:46
Le stagioni passano

Una stagione dopo l'altra
I sogni si amalgamano.
Di questa incertezza si stacca il sole rosso
dagli orizzonti persi, si alza il duomo della
Solitudine che ci veglia
che ci assiste sulle rovine della nostra
sensibilità.
Così nascono le illusioni perse.
Fuori, nella vita, i prigionieri smunti del
nostro egoismo
si trascinano, la testa reclinata, il corpo in
stracci,
l'anima a semi asta
I loro passi inciampati ci tracciano
la tua curva,
oh, quanta crudele,
quanta inutile, speranza umana.
Venerdì 10 aprile 2009
5
10
04
2009
13:02
I titoli sono cattive guida
?

Mindszenti inorridisce spesso a dare dei titoli alle sue tele. Ne dà
tuttavia, per i bisogni delle esposizioni. Sono dunque dati una volta l'opera compiuta, talvolta da molto, e pronta ad essere esposta.
Dare un titolo ad una tela può cambiare lo sguardo lo spettatore che si trova
confrontato allora ad una specie di rebus, a cercare il rapporto tra il titolo e la tela. Può disturbare il vero dialogo tra l'opera e gli spettatori, dialogo che deve rispettare la
sensibilità di ciascuno. Un quadro vive solamente per l'apporto di quello che lo guarda. Appena un titolo comincia a fare camminare l'intelletto, ciò può creare un malinteso.
A partire dal momento in cui non c'è vera rappresentazione, si parte verso qualcosa di onirique, si può scappare dal reale e si può essere in una vibrazione autonoma. Mi sembra che i titoli
perturbino ciò.
Che ne
pensate?
Agnès Grillo
Domenica 22 marzo 2009
7
22
03
2009
22:48
Perché gli uccelli sono omnopresenti nei dipinti di Mindszenti
?
Mindszenti, uomo di coltura,
sa che l'uccello è un essere addebitato da simboli, un amico, la fonte di un set di metafore .
Tutte le mitologie del mondo accordano agli uccelli un posto di scelta. Hanno una posizione sull'albero del mondo, spesso alla cima, mentre il serpente è alla base. Il Corano parla della
lingua degli uccelli che è quella degli angeli. Sono sempre qualche parte tra gli uomini ed i dei, simboleggiano la libertà divina, sono i messaggeri (ed imessaggi) dei
dei.
Per gli egiziani, la fenice, uccello favoloso che rinasce sempre
dalle sue ceneri è il simbolo della risurrezione più estesa nel mondo. La sua leggenda trova la sua origine in Héliopolis, la prima città egiziana dove si venerava il dio del sole,
Râ, di qui l'airone Bennou
(nome della fenice in Egitto) sarebbe un'incarnazione. I miti sono diversi su
dei punti di dettaglio - il colore delle penne, per esempio -, ma riferiscono tutti più o meno la stessa storia. La Fenice, unico uccello della sua specie era un animale favoloso, dotato d'una
longevità miracolosa (cinquecento anni o più, secondo alcuni autori) che aveva il potere di di rinascere dalle sue ceneri. Quando l'ora della sua fine si avvicinava, costruiva un nido di erbe
aromatiche, si esponeva ai raggi del sole e si lasciava
ridurre in ceneri. Tre giorni dopo, rinasceva. Mentre rappresentava all'inizio, soltanto l'apparizione e la scomparsa ciclica del sole, la Fenice divenne rapidamente simbolo di
risurrezione. Incarna l'anima o l'immortalità nelle differenti iconografie. Le creature alate rappresentate sopra una pira o scappando dalla bocca di un defunto non sono sempre una fenice. Puo
essere un'altro uccello, per esempio, un'aquila, simbolo dell'anima degli imperatori.
Ugualmente, il simorgh della mistica persiana si pone sempre in cima al mondo rappresenta sia la divinità sia l'anima umana . Le sue penne
hanno un potere terapeutico. Si potrebbe menzionare decine di miti simili in tutto il mondo.
Ogni uccello, piccolo e presente quotidiano o immenso e mitico, può influenzare il bisogno di espressione dell'uomo.
In Estremo-Oriente, per esempio, le musiche
si fanno volentieri descrittive, non nel senso di un'imitazione, ma piuttosto nel senso di un'evocazione, di un suggerimento musicale e spirituale. Le musiche classiche del Giappone e della
Cina vanno in questo senso. In Giappone, numerosipezzi musicali parlano della gru, simbolo della longevità, nel suo nido. I musicisti possono servrsene per suggerire le difficoltà della
vita. Le tecniche musicali, notevolmente il tremolo mettono la gru in scena : costruzione del nido, grida, primi passi dei giovani, decollo dei giovani quando sono abbastanza grandi.
In Cina, un pezzo intitolato, "l'oche selvatico sbarca sulla spiaggia", esprima la chiamata del largo . Suonato con il liuto o con la cetra, descrive minutamente l'arrivo delle oche, il volo in
formazione i grida lontane, poi il loro lunghi movimenti circolari prima di atterrire. Dopo l'atterraggio, comunicano tra loro, mangiano, si sente l'armonia del gruppo,
i giovani seguono le loro madri. Alla fine, viene la sera e la serenità è stabilita nel gruppo. Questi due pezzi, i più famosi, sono sufficienti per fare capire la ricchezza evocatrice delle
culture classiche di questi due grandi paesi, ma ci sono altri esempi ovviamente, notamente la descrizione dai musicisti cinesi della lotta tra un rapace ed un cigno.
Dappertutto, ma ogni volta in una maniera diversa, si trovaa dei legami stretti tra gli uccelli e le musiche tradizionali. Tutte le tradizioni,
che siano orali o scritte, rivelano le mitologie e le culture di credenza popolare di ogni società. È inoltre interessante notare che l'uccello ha qualche volta un ruolo attivo
nella società umana. Et E vero nel dominio di lavoro ed anche in quello dell'agio. I falconieri del mondo certamente sono stati affascinati dall'animale fino nelle loro storie e
canzoni. C'è un esempio più vicino a noi : quello del ruolo del canarino nelle miniere. Qui, è l'uccello che canta per l'uomo e se i minatori hanno, in tutto il mondo, tante canzoni loro, è
anche vero che cantarono più spesso le tragedie, gli scioperi e le difficoltà del lavoro che dei versi in omaggio ai loro compagni di sfortuna alati. In Afganistan, i suonatori di liuto
si persuadono che la musica spinge gli uccelli a cantare. Non esitano a portare dei canarini in gabbia ai loro concerti o registrazioni. Più la musica è buona, più si suppone che gli
uccelli canteranno. Secodo John Baily, "gli uccelli forniscono una specie di barometro della qualità della musica".
Questi vari esempi richiamano almeno che gli uccelli hanno una lingua che gli uomini hanno saputo capire o
interpretare. Appare come un' evidenza quando si studia le canzoni popolari di diversi popoli del mondo. In
generale è una canzone di agricoltura, che ha trasportato con molta poesia e vividezza i ruoli multipli degli uccelli in varie culture regionali o nazionali.
L'uccello è il re della metafora. Dappertutto
prende il posto di un uomo, di una donna, di una parte (spesso sessuale) di uno o l'altra (in toscano la parola "uccello" significa l'uccello ed anche il pene) è intercambiabile con
la creatura umana. Basta conoscere i codici. Non si dice, inoltre, in francese parlato, varie espressioni come "scambiarsi dei nomi di uccelli", "è un uccello di cattivo auspicio", o "è un
uccello raro", o ancora"è uno strano uccello." Si dice che qualcuno ha un "cervello di uccello" o un "appetito di uccello." Senza contare i proverbi molto numerosi come "gradualmente
l'uccello fa il suo nido", "quando la gabbia è fatta, l'uccello vola via", "una rondine non fa la primavera."ecc...
Quindi l'uccello può esserei il vettore di tutti i nostri desideri e tutti i nostri difetti. Non è per entrato innocentemente nel nostro parlato e nelle nostre canzoni tradizionali
dove la trilogia dell'amore usignolo-allodola-cuculo si ritrova in tutta l'Europa :
"Non vada via, Romeo, no, è l'usignolo, non è l'allodola" (Romeo e Julieta di William Shakespeare, ispirato di una storia italiana di Masuccio di Salerne presa da Da Porto)
Che cosa si vuol dire quando si canta :
- Sono scesso nel mio
giardino,un usignolo venne sulla mia mano
- Alladola, gentile aladola
- L'aladola è sul ramo
- Ussignolo che viene in
Francia
- Il cuculo nelle foresta
lontana
- A la volette
- Y'a une pie
- La piccola rondine
- Le cuculo a fatto l'uovo
- ecc.......?
Che cosa
esprimeMindszenti
attraverso tutti i suoi uccelli ?
Agnès Grillo
Sabato 14 marzo 2009
6
14
03
2009
19:14
INCANTESIMO
"Néfertiti dorée"
olio su carta
particolare
Più che un'arte, il dipinto di Mindszenti sembra essere un rituale, un
lavoro sacro dove insinua il suo amore del primitivismo. Il suo campo pittorale svela una saggezza stratificata, una connivenza dei simboli ed un'armonia dei colori ; una serie intera di artifici
che sovrappone sulle sue tele, con fedeltà ma senza mai cadere in un conformismo ripetitivo.
Agnès grillo
Domenica 1 febbraio 2009
7
01
02
2009
19:28
Verso un passato collettivo
Il totem blu
olio su tela 54 X 75 cm
Numerose sono le tele di Mindszenti che prendono tutta la loro intensità quando ci si allontana leggermente da loro ; il nostro sgardo organizza allora una fusione dei
colori.
La complessità della costruzione oltrepassa l'eleganza decorativa in una stessa
aspirazione communicativa. Le opere ci tracinano verso un passato collettivo dove ognuno puó trovare le sue proprie risonanze.
Agnès grillo
Venerdì 23 gennaio 2009
5
23
01
2009
10:47
Invito a una riflessione sul mondo

Mindszenti dipinge dei signi sulle sue tele un pó come il suo antenato
preistorico lo fece sui muri delle caverne. Sorprende la tela tessa, con un gioco di forme e di spostamenti costruiti con intelligenza e sottigliezza.tendue, par un jeu de formes et de
déplacements construit Viene ad integrare quest'elemento ancestrale come un Il vient intégrer cet élément ancestral comme un'indicazzione che si ripete e continua dipinto dopo dipinto Questo
crittogramma riconosciuto e ricondottoC elabora un invito alla riflessione sul mondo, il dipinto o il senso dei nostri appuntamenti.
Mercoledì 7 gennaio 2009
3
07
01
2009
19:13
Auguri

Che la pace e la promessa di Natale
vi riempia il cuore di gioia.
Possa ogni abitante della Terra trovare,
grazie alla magia della festa di Natale,
la stella che lo guiderà verso la luce,
la pace, la verità, e sopratutto,
l'amore universale...
László Mindszenti - huile sur toile
.
Giovedì 18 dicembre 2008
4
18
12
2008
22:19
Viaggio attraverso le trasparenze
olio su panello- senza titolo
Il dipinto di Minszenti mette del tempo per nascere ed il tempo è affare di
strati e falde.
Non si legge direttamente, ma richiede un'osservazione lenta, un progresso attraverso le trasparenze.
E il prodotto di una elaborazione lenta fatta di sovrapposizioni, di giunture, di rettifiche delle forme interdipendenti, circondate...
Cominciano allora ad iscriversi
o finiscono a cancellarsi ?
Agnès
Grillo
Sabato 6 dicembre 2008
6
06
12
2008
11:12
Uccelli, alcuni detagli...
I dipinti di Mindszenti sono talmente ricchi,
che ogni detaglio puo facilmente essere un quadro perfetto.
Qui sotto, alcuni esempi.
"Il vento del deserto"
olio su tela 60 X 73 cm


ricomposizione


Alcuni detagli
Sabato 6 dicembre 2008
6
06
12
2008
10:58
QUOTA ...DA MEDITARE

"L'Arte è un mezzo cosi esatto
come la matematica
(e come tutta filosofia )
perrappresentare l'universo".
Philippe Argentin
Argatti
Laszlo Mindszenti
olio su tela,
senza titolo
Sabato 6 dicembre 2008
6
06
12
2008
10:39
La nostra era è quella della Felicità
La nostra era è quella della Grande Felicità,
il nostro ideale è quello dell'umanità,
(non ci resta a convincerne,
-per amore o per forza-,
tutti quelli che non dividono il nostro
ottimismo misurato).
Mindszenti
Huile sur toile, sans titre
Laszlo
Mindszenti
"le monde en marche"
Domenica 16 novembre 2008
7
16
11
2008
21:06
Il presepe di Kristina Mindszenti
Kristina non c'è più da più di un anno
ma le sue opere sono sempre qui.

Il presepe di Kristina est stato stampato sotto forma di cartolina.
Potete procurarvela mandando una mail a :
Sabato 4 ottobre 2008
6
04
10
2008
21:00
Mindszenti è stato selezionato per partecipare alla
7 Biennale Internazionale d'arte Contemporaneo di Firenze 2009.
Il Comitato interno ha selezionato Mindszenti per partecipare alla
settimaBiennale Internazionale di arte Contemporanea che avrà luogo a Firenze dal
5 al 13 dicembre 2009, nel locale d'esposizione della storica Fortezza da Basso di Firenze che si trova nel cuore della capitale toscano
Gli artisti sono stati scelti secondo la qualità del loro lavoro. È possibile
presentare la sua candidatura ma il Comitato Internazionale seleziona un certo numero di artisti in particolare e prende direttamente contatto con loro.
Mindszenti è stato selezionato direttamente con "un opinione molto favorevole" del Comitato interno dell'esposizione.
L'esposizione accoglie artisti da in tutto il mondo (840 artisti di 76 nazioni nel
2007) che presentano opere che coprono tutti i rami dell'arte. Alla fine del 2001, le Nazioni Uniti hanno riconosciuto la mostra come partner ufficiale del
programma" dialogo tra le civiltà ". Secondo un principio democratico, ogni artista ha la stessa superficie per esporre (3 m x 2, 50 ) e può presentare da una a tre tele.
L'iscrizione costa 2 700 €. Gli artisti devono prendere in carica il trasporto, l'alloggio ed il materiale.
L'artista può essere aiutato nel finanziamento di questa dimostrazione sotto la forma di
sponsorizzazione.
L'esposizione non gode dell'appoggio economico di organismi privati o pubblici. Questa dimostrazione è finanziata dagli artisti selezionati che, in ogni indipendenza, può contattare
finanziatori nel loro proprio paese. Gli organismi o i finanziatori segnalati dagli artisti riceveranno una richiesta ufficiale di sponsorizzazione in favore di Studio di Arte. I finanziatori degli artisti saranno pubblicati sul luogo di Internet e sul catalogo della
Biennale 2009.
Inoltre, la presenza dei finanziatori sul sito Internet della Biennale offre un ottimo annuncio pubblicitario.
Venerdì 26 settembre 2008
5
26
09
2008
20:33
Un inno alla
vita.

Il godimento per dipingere è continuo per
Mindszenti. Viene con un sentimento profondo per la natura della quale è il confidente. I sapori delle stagioni sono sublimati sulla tela.
Ogni esposizione nuova rinnova una felicità contemplativa. I recenti dipinti dell'artista non fanno eccezione. Gustando i sapori terrestri trasposti sul campo pittorale, le forme ed i colori
saltano come metafore che l'artista sta attento a non diluire in un'estrazione integrale. Animali, personaggi e fiori appaiono in un spazio senza prospettiva. La sua sensibilità intuitiva
mette in rilievo le leggi del dipinto per un approccio poetico e umoristico.
Mindszenti c'invita a seguire i suoi passi in questo mondo idilico. Le allusioni sono numerose ed il gioco è ripreso da un umorismo insidioso. Rotto all'esperienza pittorale, il suo gesto, di più
in più libero, ricuprera numerosi territori.
Gli strati di pittura si sovrappongono ed arrivano ad una grande densità. Una freschezza, un alito paradisiaco attraversa tela. Il colore è dominato perfettamente. Gli azzuri si contrappongono coi
gialli, i rossi, i verdi...senza mai urtare. La luce attraversa lo spazio in una composizione frontale agli effetti tattili e vibranti. Un inno al
Les couches de peinture se superposent et atteignent une grande densité. Une fraicheur, un souffle paradisiaque
traversent la toile. La couleur est parfaitement maîtrisée. les bleus contrastent avec les jaunes, rouges, verts...sans jamais heurter. La lumière traverse l'espace dans une composition frontale
aux vibrants effets tactiles. Un inno alla vita.
Agnès grillo
Mercoledì 27 agosto 2008
3
27
08
2008
22:47
La verità di Mindszenti
"spazio s'auto-distruggendo"
HST 60 x 73 cm
Il dipinto di Mindszenti non appartiene ad una corrente, ma ad una verità.
Mindszenti lavora nel silenzio del suo magnifico studio, con pazienza ed esigenza.
Lavorando alla stessa durata su numerosi dippinti, prendendo e riprendendo le sue tele durante anni prima di affiggere la sua firma, la sua verità si rivela poco a poco.
Sarà questo il grande mistero della creazione?
Giovedì 21 agosto 2008
4
21
08
2008
00:32
"L'arte passa di cuore in cuore, d'anima in anima"
Villa Lobos
L'arte è vivo, sempre in marcia.
E la raggione per cui gli artisti sono immortali.
Agnès Grillo
Venerdì 15 agosto 2008
5
15
08
2008
01:26
LO STUDIO DI MINDSZENTI : UN'OPERA D'ARTE
Se la principale attività di Mindszenti fu prima la poesia poi la pittura
passando per il disegno, c'è ne un'altra di cui si parla poco : la sua opera di restauratore del patrimonio architetturale.
In Normandia prima, intraprende il restauro di un gruppo di case a "colombages" che minacciava di crolare, in via Beauvoisine, a Rouen.
Fui una grande impresa, un grande successo.
Mindszenti riesce a dare di nuovo la loro solidità e la loro anima a queste vecchie case, mettando in valore i materiali di origine, installando la sua "Academia Libera di Pittura e di Disegno"
fondata qualche anno prima, e la sua abitazione. Tutti i dettagli sono perfettamente pensati per rispondere alla doppia funzione di queste bellissime case.
L'Academia è molto funzionale, ci regna un'atmosfera di pace e di serenità, di lieto auspicio allo sviluppo dell'immaginario degli alunni.

Poco dopo, abbandonando le nebbie normanne per
ragione di salute, Mindszenti aquista in Aquitania, in Frespech, la località di Bonnafous.
Gioiello autentico dell'architettura del Sud-ovest, Bonnafous era una tipica fattoria dell'Agenais.
Gli edifici sono in cattivo stato, il compito sembra impossibile...non per Mindszenti.
Con pazienza e tenacia, scegliendo gli uomini ed i materiali necessari a questa impresa, Mindszenti dà di nuovo la vita al superbo insieme di Bonnafous. Conservando le qualità architettoniche di
origine, Mindszenti installa la sua abitazione nella vecchia fattoria ed il suo studio nelle dipendenze .

Ecco il risultato !
la buona fontana
Martedì 29 luglio 2008
2
29
07
2008
22:51
Pujols, uno dei più belli villaggi di Francia
Importante piazza forte e feudo degli eretici, distrutto poi durante la guerra degli'albigeois, ricostruita, Pujols attraversò le agitazioni della storia,
dalla Guerra di Cento anni alla Rivoluzione salvaguardando una grande parte della sua eredità architettonica del duecento. Ancora circondata in parte con merlatura, il villaggio si
apre da un passaggio sotto la torre-campana della prima cappella feudale San Nicola. Sulla piazza, di fronte al mercato coperto costruito nel ottocento con materiali che vengono dalla
prima chiesa San Giovanni, si alzano delle belle case "à colombages" (metà in legno e metà in muratura). Si può anche ammirare i vecchi tetti, un pozzo, due porte fortificate ed una parte
del castello. Non dimenticate di visitare la chiesa Sainte-Foy decorata di affreschi del quattrocento,
così come l'esposizione di
Kristina e Laszlo Mindszenti
dal 7 al 19 agosto 2008
sarà probabilmente l'ultima mostra dei dipintti di Kristina,
deceduta in settembre scorso
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